Confessioni di un boomer sessagenario

La Versione del Venerdì, un commento alle cinque della sera per 10alle5 Quotidiana https://www.10alle5quotidiano.info/

I dati della campagna vaccinale sono incoraggianti. I giovani vogliono vaccinarsi e anche il prima possibile. Ed è curioso che una Regione seria come l’Emilia-Romagna non abbia previsto l’enorme affluenza di giovani, il 2 giugno, all’improvvisato open day (per di più senza prenotazioni): si sono fatti trovare impreparati quando all’alba si sono presentati in 8mila mentre c’erano a disposizione solo 1.200 dosi di Johnson&Johnson. Nicola Porro, stamattina nella sua Zuppa, criticando l’euforia dei giornali su questo punto, sosteneva che i giovani lo fanno perché vogliono riconquistare la loro libertà. Poter andare in giro, magari anche all’estero, per tutta l’estate. A parte che non è affatto una motivazione sbagliata. Ma io ho un’impressione diversa: parlando con i giovani, in queste settimane, li ho trovati molto convinti della necessità e della bontà dei vaccini anti Covid. Non sono loro gli italiani “esitanti”. Non sono loro, a differenza di quanto si possa pensare, i primi a credere alle stupidaggini che corrono sui social. Essendo nativi digitali, o quasi, sanno bene che il web va maneggiato cum grano salis.   

Semmai sono gli over 60, gli anziani, ad avere dubbi e titubanze. D’altra parte non è solo una mia sensazione soggettiva. In questa fascia d’età, secondo i dati ufficiali di Figliuolo, ci sono 2 milioni e 200 mila persone che non hanno voluto farsi somministrare il vaccino. Tutta gente che avrebbe potuto farlo, visto che le Regioni italiane hanno dato il via libera ormai da molte settimane a questa fascia d’età. Volete una controprova? Parlando con una persona che lavora “in prima linea”, nel reparto di terapia intensiva del Policlinico Umberto I di Roma, ho saputo che quasi tutti gli ultimi casi di Covid 19 arrivati da loro sono ultra 60enni che non hanno voluto vaccinarsi. Perché i vecchi, non vecchissimi, si comportano in parte così?

Penso che in Italia per questa fascia d’età, che poi è la mia, esista un vero problema culturale. Basta vedere quanto gli over 60 stanno, e come stanno, su Facebook. I cosiddetti “boomer” si accapigliano, prendono parte, vivono quella che è stata anche diagnosticata come una sindrome: la sindrome paranoide. I social vengono da loro male interpretati, mal vissuti: in una parola presi troppo sul serio (con tutte le falsificazioni e le informazioni sbagliate che comportano). La terra non è piatta. Gli asini non volano. I vaccini sono sicuri e certamente molto convenienti per combattere la pandemia.

Persa la strada maestra della attendibilità e della credibilità delle fonti, si mette tutto sullo stesso piano. Con buona pace dei No Vax, non esiste un solo medico al mondo che sconsiglia il vaccino anti Covid. Non esiste un solo medico al mondo che neghi l’esistenza del virus Covid 19. Certo uno può pensare che il Covid non esista. Ma è un’opinione molto molto sbagliata e anche pericolosa. Anche dire che la terra è piatta è un’opinione, ma va detto che è un’opinione molto molto sbagliata. Meno pericolosa, forse.  

Uno potrebbe dire: lascia che gli over 60 pensino di essere superiori a noi, noi pecoroni che abbiamo scelto il vaccino. Loro si sentono più informati, perché leggono Facebook. Ognuno è libero. Purtroppo nel caso dei vaccini, la loro scelta determina anche la mia. Come ha detto un grande filosofo liberale italiano, Dario Antiseri, c’è un obbligo morale nel sottoporsi al vaccino, che viene anche prima del senso civico. La mia libertà finisce quando comincia quella dell’altro.

Mettiamoci il braccio, che è meglio.