Green pass significa sicurezza per tutti

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In Europa il green pass è largamente adottato. Certo ci sono le manifestazioni, violentissime e radicali, dei gilet gialli francesi contro Macron, così come a suo tempo a Berlino ci furono i cortei rosso-neri dei No Vax. Ma per la stragrande maggioranza degli europei è molto normale che ci possano essere solo tre condizioni per partecipare alla vita sociale, nei giorni dei nuovi contagi da varianti: o sei vaccinato, o hai fatto recentemente un tampone oppure sei guarito. In mancanza di almeno una di queste tre condizioni, non hai il green pass e devi rinunciare a momenti di immersione nella folla. Se oggi un cittadino europeo si siede in un bar di Vienna, o di Francoforte o di Parigi, mostra la sua condizione. Quale sarebbe la “libertà individuale” che viene violata? Quella di infettare? I governatori delle Regioni che vivono un rapporto concreto coi loro concittadini e sul territorio non ci hanno pensato due volte. Devono difendere la loro popolazione dal contagio e allo stesso tempo attirare i turisti. Per i quali il green pass è una garanzia, come la Grecia dimostra da mesi.

Non c’è un obbligo vaccinale, anche se mai come adesso sarebbe giustificato, proprio perché si vuole dare massima libertà all’individuo. Ma non esiste altresì il diritto di circolare liberamente essendo contagiosi. I veri liberali lo dicono apertamente. Il problema in Italia è dato dalla destra e dalla confusione che regna in leader come Salvini e Meloni. Oltreché dal cumulo di fake news che riversano ogni giorno opinionisti No Vax, più o meno mascherati, sui social. Giorgia Meloni fino a qualche tempo fa era a favore dei vaccini. Adesso ha deciso per una svolta No Vax, ha fatto sparire il suo post del 2018 a supporto della scienza e della vaccinazione, liscia il pelo ai fanatici dell’anti puntura. Perché? Altra domanda: Matteo Salvini è vaccinato? Sì o no? È contrario alla campagna vaccinale, come la Meloni? La sua ambiguità è molto pericolosa.

Salvini è in buona compagnia, purtroppo. Selvaggia Lucarelli, sempre acuta, nel suo ultimo articolo su TPI (qui) fa un elenco sconfortante dei politici che, da Conte a Letta, passando per Calenda, non si sono fatti ritrarre o non hanno dato notizie del loro vaccino. Anche qui, e non è un caso, fanno eccezione i vari Zaia e Bonaccini, gli amministratori locali delle Regioni. Draghi e Mattarella si sono vaccinati ed anzi sono i limpidi protagonisti di un campagna che cerca di far uscire il Paese dall’incubo della pandemia. Sono loro gli esempi a cui i cittadini italiani devono guardare, almeno in questo.

Il green pass non prevede l’obbligo di vaccinarsi ma cerca di impedire di aggirarsi col virus addosso nei luoghi pubblici e fra la folla. Chi è contrario, non solo fra gli esponenti politici ma anche fra i ristoratori e i baristi, i cantanti, gli attori, lo dichiari apertamente. Abbiamo il diritto di sapere chi scegliere come fornitori di servizi. Chi tiene o meno alla nostra salute e sicurezza.   

PS: Ci rivediamo domenica sera con il meglio degli articoli e dei commenti del fine settimana.