La Milano delle grandi speranze

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A Milano già oggi sono previsti appuntamenti di anteprima, poi da domenica 5 il via ufficiale: il Salone del Mobile, anzi il Supersalone 2021 riapre i battenti. È un momento unico per la città e per l’economia italiana, perché più di tante altre cose segna la vera ripartenza della vita sociale del Paese. Il Salone si era dovuto fermare negli ultimi due anni, per via della pandemia. Da domenica riparte grazie al Green pass e alle mascherine all’interno (chi avrà bisogno del tampone perché non è vaccinato, lo potrà fare ai 4 hub allestiti alle Porte Ovest, Est, Sud e Cargo 1). Stefano Boeri, archistar e presidente della Triennale, ha ripensato, insieme a Maria Porro, neo presidentessa del Salone, tutti gli spazi alla Fiera di Rho. La nuova organizzazione prevede che al posto degli stand ci siano strutture lineari che creeranno dei corridoi larghissimi, per evitare ogni assembramento. Si può tornare a vivere e Milano può tornare ad essere la Capitale del design, del gusto, dell’arredamento. Purtroppo le restrizioni che gli Stati Uniti stanno mantenendo sui visitatori di oltreoceano freneranno la loro partecipazione. Mentre sono già previsti arrivi record dall’Europa e dal resto del mondo.

Ma la parola chiave di questo Supersalone è sostenibilità. L’eccellenza milanese nel mondo prova a coniugarsi con un modello di ripresa all’insegna dell’abolizione dello spreco e dello scarto. Tutti i materiali e le componenti dell’allestimento sono stati pensati per poter essere smontati e successivamente riutilizzati. Inoltre, all’ingresso Porta Est della Fiera, grazie al progetto Forestami, verrà creata una zona di accoglienza verde, un “bosco” con 200 alberi che, al termine dei sei giorni di evento, verranno messi a dimora nell’area metropolitana milanese. Un Bosco Orizzontale, viene da dire, visto che Boeri è l’ideatore di quello Verticale, che sottolineerà il valore verde dell’iniziativa. Come sempre poi, accanto al Supersalone, c’è un programma fitto per il Fuorisalone in zona Tortona, Brera, nel quartiere Isola e fino a Lambrate.

Milano torna capitale mondiale del design. L’Italia ha bisogno della sua eccellenza, del suo rilancio, della sua crescita economica in nome della bellezza. Per questo il Supersalone ha un valore pratico ed economico, ma soprattutto un valore simbolico e culturale. Iniziative come questa incrementano infatti il patrimonio più prezioso: quello della fiducia nel sistema Paese. La fiducia nel futuro, in quello che il Paese potrà e dovrà essere, è sempre il vero motore della crescita.

Il 3 e 4 ottobre si voterà per le comunali e già la città è tappezzata di manifesti e di promesse. C’è una cosa che la politica di oggi deve fare: lasciare spazio alla società e ai cittadini. Ascoltare, consultare, recepire ciò che già c’è, ciò che già si muove. Solo così leader e partiti riconquisteranno credibilità e voce in capitolo. Il Supersalone è un’espressione avanzata di una società variegata e complessa. È l’altra faccia della fila dei meno fortunati alla mensa di Pane quotidiano. Democrazia è fare sintesi, raggiungere compromessi, ma anche avere grandi ambizioni. Quella del Salone del Mobile è la Milano delle Grandi Speranze. Non devono mai mancare.  

PS: Appuntamento domattina con la rassegna dei quotidiani.