Migranti, l'Europa ci lascia soli

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Oggi si è concluso il Consiglio Europeo. Ieri sono stati dedicati solo 10 minuti di discussione al tema dei migranti, che faticosamente l’Italia era riuscita, dopo anni di indifferenza, a mettere all’ordine del giorno. Decisamente gli altri 26 Capi di Stato e di Governo, sebbene rispettino molto Draghi, hanno confermato una tendenza molto spiccata e purtroppo sempre più evidente: lasciare l’Italia a cavarsela da sola con i migranti che approdano sulle nostre coste.Non è un problema di cui si può occupare l’Europa che però, quando serve, ricorda la regola di Dublino per cui i migranti sono un problema del Paese che li accoglie per primo. In queste settimane l’Italia aveva preparato il terreno per un accordo a Bruxelles con la Francia e la Germania: un’alleanza che sarebbe stata importante. Ma al dunque non si è manifestata, come si sperava. In quei due Paesi si vota e il tema nelle urne è molto insidioso sia per la Merkel che per Macron.   

Fra i Ventisette non si discuteva del tema migranti da tre anni. L’unico punto concreto emerso ieri è quello volto a rafforzare gli aiuti verso i Paesi terzi e di origine. Dal rinnovo dell'accordo con la Turchia, cui teneva tanta la Germania, fino ai finanziamenti per il Nordafrica e il Sahel. È la linea della “Fortezza europea”, esternalizzare fuori dai confini di Schengen la questione. Più che aiutandoli a casa loro, finanziando Turchia (per frenare la rotta dei Balcani) o Libia (per bloccare il flusso dal Mediterraneo) affinché costruiscano campi di contenimento, e facciano operazioni di polizia/guardia costiera per controllare i loro confini. I diritti umani sono rispettati? In questo caso l’Europa sorvola ampiamente.

Sono come muri invisibili che la Ue costruisce affidando a Paesi terzi il lavoro sporco. Ma basterà a risolvere, o anche solo a rimandare il problema? No di sicuro. Ha ragione Mario Draghi a considerare comunque un successo l'aver imposto il tema nell'agenda dei leader. E confidiamo che la sua tenacia insistente e autorevole porti i frutti sperati. È proprio l’ipocrisia europea che dà fastidio.

Un po’ come per la mancata sospensione dei brevetti per i vaccini, questione per cui l’Europa ha frenato gli Stati Uniti, la Ue si rivela il soggetto del quadro internazionale in questo momento più egoista ed ipocrita del mondo. A parole dice di voler aiutare i Paesi più poveri, ma poi sfrutta e domina, nel vecchio spirito coloniale, l’Africa. È ambigua con gli autocrati russi e cinesi, sorvola sui diritti civili, almeno quando appare conveniente farlo.