Una vita per un panino

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Il secondo episodio del mio podcast, dal titolo Le Vite degli altri, realizzato da Chora Media per Vita.it. con Fondazione Cariplo, racconta una storia bellissima. È il ritratto di Dino Impagliazzo, conosciuto a Roma come Nonno Chef, che ha creato una associazione chiamata “Roma Amor”, e che anche con essa ha aiutato migliaia di senza tetto nella capitale. Dino, dopo l’intervista che gli ho fatto nella sua casa di Roma, se ne è andato lo scorso luglio poco prima di compiere 90 anni. Al suo funerale è arrivato un messaggio di papa Francesco e c’erano tanti poveri di Roma per l’ultimo saluto.

Per completare il racconto della sua vita sono andato a parlare anche con suo figlio Marco, che è oggi presidente della Comunità di Sant’Egidio. Sì perché tutti i suoi figli, e ormai nipoti, si sono impegnati nel volontariato. Dalle due chiacchierate sono emersi i contorni tipici dell’uomo di fede, spinto dalla voglia di rispondere ad una chiamata impegnativa, ma anche caratteristici della persona che sa ascoltare davvero chi incontra per la strada.

Tutto nasce da un panino, un semplice panino, che un senzatetto chiede a Dino su un marciapiede di Roma. Dietro quella richiesta non c’è solo fame di cibo, ma soprattutto c’è richiesta di aiuto, di assistenza, di interesse, di amicizia. Esigenze a cui Nonno chef sente di dover rispondere. “Devi insistere” racconta nel podcast, in un modo apparentemente burbero. Bisogna insistere se vuoi veramente aiutare un povero, perché spesso all’inizio ti delude, ti inganna, ti evita. Sennò non sarebbe ridotto così. C’è un pezzo della sua umanità, mi spiega, che si è rotto e noi dobbiamo aiutare ad aggiustarlo.

Mi ha colpito che stamattina, subito dopo la pubblicazione del podcast su Chora media e tutte le piattaforme, una collega che stimo, Patrizia Fanelli, di La Vita in diretta, il programma di Raiuno condotto da Alberto Matano, mi ha raccontato una pagina del suo diario personale e professionale, dedicata a Dino Impagliazzo. Ve la riporto perché dice tutto. Condividerla è il “promo” migliore per il secondo episodio del mio podcast.

«Qualche anno fa», scrive Fanelli, «lessi un articoletto di 5 righe in metro. Parlavano di un uomo che riusciva a portare pasti a decine di persone in difficoltà. Lo cercai e già alla prima telefonata capii che Dino era una persona speciale. Gli proposi di realizzare  un servizio di pochi minuti … “Sì , se po’ fa … che problema c’è . Vieni a casa mia domani”, mi rispose. È finita che di servizi e dirette dalla sua cucina (allora nei locali di una parrocchia nel quartiere Appio) ne ho poi fatti tanti. L’ho seguito nei mercati rionali a ritirare le cassette di frutta e verdura, offerte da piccoli produttori. Ho ammirato il suo modo di rapportarsi con gli altri. “Il comandante”, mi pare lo chiamassero alcuni suoi amici/collaboratori, si rivolgeva al suo prossimo in modo diretto, schietto, senza pregiudizi, lasciando all’interlocutore la libertà di decisione (come ha detto il figlio). Un giorno mi disse “sono cambiate le norme , questo pulmino con cui portiamo i pasti non potrà più circolare a Roma, vuol dire che andremo con le nostre auto private”. A quel punto, con la complicità di Cristina Parodi e Marco Liorni, abbiamo organizzato una diretta per trovare un donatore di un nuovo mezzo di trasporto l’operazione è riuscita con successo. Se posso osare… Dino e’  stato quello che io definirei un uomo santo».

Mettete le cuffiette o il Bluetooth in macchina e godetevi questo secondo episodio cliccando su questo link:

https://www.spreaker.com/user/choramedia/le-vite-degli-altri-dino-impagliazzo-v2

PS Ci vediamo domani alle 9